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FISIOLOGIA DELL'ALLENAMENTO
Per comprendere il
problema dell'allenamento è utile richiamare i sistemi metabolici coinvolti
nell'erogazione di potenza.
Infatti, un allenamento focalizzato deve principalmente migliorare i sistemi
metabolici specificamente coinvolti nell'attività fisica che si vuole allenare.
Occorre qui presentare una molecola organica coinvolta nella liberazione di
energia che viene indicata con la sigla ATP (adenosin trifosfato).
L'ATP, identificata intorno agli anni trenta, ha grande facilità a
liberare un gruppo fosforico e questa reazione chimica libera un pacchetto
di energia. Nel lavoro muscolare, e in altre forme di lavoro biologico, si
ha una continua scissione di ATP per coprire le richieste energetiche.
A fronte di una necessità di energia, e quindi di ATP, le vie metaboliche
devono continuamente resintetizzare nuovo ATP.
L'accumulo di ATP nei muscoli e nelle cellule, in generale, è un fatto sostanzialmente
impossibile biologicamente in quanto la molecola è molto pesante.
LAVORO ANAEROBICO ALATTACIDO
Ne è
disponibile una quota relativamente piccola, circa 85 g. in tutto l'organismo
(aumentabile in misura limitata), la quale libera energia sufficiente a
compiere un lavoro massimale di 5-10 secondi(uno sprint sui
100 m, un salto o un sollevamento pesi).
La disponibilità di ATP è il fenomeno autolimitante la durata
dell'esercizio.
Questo tipo di esercizio viene definito anaerobico alattacido in quanto
non interviene alcun meccanismo ossidativo nel processo di resintesi dell'ATP e
non vi è produzione di acido lattico.
LAVORO ANAEROBICO LATTACIDO
Per
lavori massimali di durata maggiore, tra 10 e 90 secondi, la potenza erogata è inferiore (nella corsa sui
400 m. a velocità massima, questa sarà inferiore alla velocità massima
sviluppata sui 100 m).
La resintesi di ATP è primariamente legata ad una via metabolica che porta alla
formazione ed all'accumulo di acido
lattico; questa via è anche anaerobica, ma viene detta anaerobica-lattacida perché appunto porta
alla formazione di acido lattico.
La riduzione di potenza si spiega con un limite posto alla velocità di
resintesi di ATP necessaria a coprire la velocità di scissione dell'ATP stesso.
Questa via metabolica presenta un altro limite legato al fatto che l'accumulo
di acido lattico acidifica i fluidi organici (ambiente intracellulare,
extracellulare e sangue); condizione questa che finisce per bloccare le vie
metaboliche cellulari e che si manifesta, anche soggettivamente, come sensazione
di fatica molto pesante (tipicamente si accompagna ad iperventilazione).
LAVORO AEROBICO
Per attività fisiche
massimali di durata superiore ai 90 secondi, la potenza espressa cala ulteriormente (la velocità mantenibile sui 5000 o 10000 m. è sicuramente inferiore a
quella sui 400 m).
In questo caso, la resintesi dell'ATP è puramente realizzata attraverso una via
metabolica, sostenuta dall'intervento dell'ossigeno e detta aerobica.Il principio della SPECIFICITA' DELL'ALLENAMENTO deve quindi rispecchiare la principale
caratteristica metabolica dell'esercizio in questione.
In dettaglio:
1 - se lo sforzo richiede elevata
potenza(sollevamento
pesi, prove di velocità, salti, lancio del peso, sci di discesa) l'allenamento deve migliorare la componente anaerobica-alattacida..
2 - se lo sforzo richiede potenza
distribuita su un tempo più lungo(giochi di squadra, velocità prolungata) bisogna migliorare la componente anaerobica-lattacida.
3 - se o sforzo èpuramente aerobico(sport di resistenza, sci di fondo,
ciclismo, canottaggio, corsa dal
mezzofondo in su) l'allenamento deve migliorare la capacità aerobica.
Il tempo necessario per vedere dei miglioramenti
nell'allenamento di tipo anaerobico è dell'ordine di qualche settimana, per
quello aerobico 2-3 mesi.
Le modificazioni indotte dall'allenamento anaerobico comportano un aumento
della capacità di produrre acido lattico (di circa il 100%), un aumento della
concentrazione di ATP nei muscoli (del 50%) e un aumento del 30-40% del corredo
di enzimi che controllano le vie metaboliche anaerobiche.