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DISCIPLINE SPORTIVE ED ATTIVITA' MUSCOLARE


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La distinzione di base è tra attività di tipo ANAEROBICO ed AEROBICO.


L'ANAEROBICO consiste di movimenti intensi della durata di pochi minuti (ad es. salto, corsa sui 50 -100 mt. e sollevamento pesi), al termine dei quali il soggetto ha contratto un debito di ossigeno.

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L'AEROBICO è più lento e prolungato (ad es, corsa, sci di fondo o nuoto), i muscoli lavorano al di sotto delle capacità massime di trasporto di ossigeno, l'esercizio aerobico è quello indicato per ottenere i maggiori benefici.

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Un' ulteriore distinzione è tra esercizio ISOTONICO ed ISOMETRICO

L'esercizio ISOTONICO, che coincide con l'aerobico, include le attività muscolari svolte contro un carico moderato, in cui vi è costanza del carico di lavoro.
L'esercizio ISOMETRICO invece include quelle attività in cui i muscoli sviluppano tensione, ma senza generare movimento dell'oggetto sul quale viene applicata la forza muscolare.

Vediamo in dettaglio come si svolge l'attività muscolare.

PRE-REQUISITI TEORICI


Il muscolo è l'organo deputato all'azione motoria del corpo umano.
E' composto da un insieme di
fibre muscolari,che a loro volta sono composte da una serie di miofibrille; all'interno delle miofibrille vi sono dei miofilamenti, dei quali alcuni sono più spessi (di miosina), alcuni più sottili (di actina).

LE FIBRE si dividono in 4 tipi:


1) fibre lente (o di tipo I)
2) fibre veloci di tipo IIa
3) fibre veloci di tipo IIb
4) fibre veloci di tipo IIc


Le fibre lente sono innescate nel meccanismo aerobico:sono reclutate da stimoli di bassa frequenza,esprimono bassi livelli di forza, ma hanno un elevata resistenza alla fatica.

Le fibre veloci di tipo IIa sono innescate nel meccanismo anaerobico lattacido: sono reclutate da stimoli di bassa frequenza,esprimono medi livelli di forza, ma hanno una resistenza alla fatica molto elevata.

Le fibre veloci di tipo IIb sono innescate nel meccanismo anaerobico alattacido:sono reclutate da stimoli di alta frequenza,esprimono alti livelli di forza, ma hanno una scarsa resistenza alla fatica.

Le fibre veloci di tipo IIc hanno invece delle particolari proprietà biochimiche, e sono valutate diversamente da varie teorie:secondo la teoria di Ribacchi hanno una funzione plastica(sostituiscono cioè le fibre danneggiate, Ribacchi, 86); secondo Howald sono delle fibre che sono maggiormente modificabili con l'allenamento, anche se la trasformazione è più difficile da lente a veloci (Howald,89).


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LA CONTRAZIONE MUSCOLARE

All'interno di una fibra muscolare,come detto,vi sono filamenti proteici di actina e miosina.

Lo scorrimento dei filamenti di actina su quelli di miosina determina la contrazione muscolare. Essa, nello specifico, avviene per effetto dell'azione dei c.d. ponti actomiosinici. I ponti actomiosinici sono delle estroflessioni proteiche dei filamenti di miosina. Essi in un primo momento (FASE I) sono distesi sul filamento di miosina, inibiti dalla troponina C (che è appunto una proteina "inibitoria") ; in seguito allo stimolo neurale, si sprigiona Calcio (CA++), il quale fa cessare l'effetto inibitorio della troponina, e fa "alzare" il ponte (FASE II); il ponte, elevandosi, aggancia il filamento di actina, e lo fa scorrere in maniera trasversale al filamento di miosina, facendo quindi contrarre il muscolo (FASE III); quando lo stimolo è terminato, il ponte torna a distendersi sul filamento di miosina, di nuovo sottoposto all'effetto della troponina C (FASE IV=FASE I); questo vero e proprio ciclo ha la durata brevissima di 44/200 microsecondi.

L'unità fondamentale della contrazione muscolare è il sarcomero.
Il sarcomero viene individuato in quella parte delimitata dalla c.d. linea Z, che è quella linea che unisce trasversalmente i filamenti di actina.

I diversi regimi di contrazione muscolare.
Prima di analizzare i diversi regimi di contrazione muscolare, è d'uopo una precisazione fondamentale,ai fini anche delle argomentazioni successive.

I MUSCOLI si suddividono in
estensori e flessori.
I primi hanno la funzione di porre due segmenti articolari sullo stesso asse (es.:il tricipite brachiale, ovvero quel muscolo che appunto estende l'avambraccio sulla stessa retta del braccio;si pensi ad una rimessa laterale);
i secondi hanno invece la funzione di piegare il piano che individua due segmenti articolari contigui (es.:il bicipite brachiale, ovvero quel muscolo che flette l'avambraccio sul braccio;si pensi al lavoro con un pesetto nella mano).

Detto ciò, il muscolo (estensore o flessore) compie 2 tipi di contrazioni: isometriche e isotoniche.

Nelle prime la lunghezza del muscolo rimane invariata, nelle seconde la lunghezza varia in tal senso:
- nelle isotoniche concentriche: si verifica un accorciamento del muscolo;
- nelle isotoniche eccentriche: si verifica un allungamento del muscolo;
- nelle isotoniche pliometriche: si verifica un rapido allungamento/accorciamento del muscolo.

A seconda di quanto abbiamo detto riguardo ai muscoli estensori e flessori:
- in una contrazione isotonica concentrica di un flessore si ha la chiusura dell'angolo articolare;
- in una contrazione isotonica concentrica di un estensore si ha l'apertura dell'angolo articolare;
- in una contrazione isotonica eccentrica di un flessore si ha l'apertura dell'angolo articolare;
- in una contrazione isotonica eccentrica di un estensore si ha la chiusura dell'angolo articolare.



 
 
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