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Il Karate -  KATA  &  KUMITE


Nazionale Italiana di Kata

KATA significa letteralmente "forma" o "stampo".
Si tratta di sequenze composte da gesti formalizzati e codificati che simulano un combattimento contro avversari immaginari.

A loro volta i Kata sono composti da combinazioni di tecniche e spostamenti chiamate KIHON: blocchi di Parate, Pugni e Calci effettuati con spostamenti in tutte le direzioni, ripetuti e variati per allenare ed associare i differenti gruppi muscolari del nostro corpo alle differenti tecniche,  migliorando inoltre le capacità coordinative, la velocità ed il ritmo di esecuzione.

Il karate tradizionale prevede circa UNA QUARANTINA DI KATA ORIGINALI, ai quali vengono ad aggiungersi delle varianti secondo gli stili.
La maggior parte di questi comporta una quantità di movimenti (tecniche) compresa tra i venti e i sessanta; si tratta di tecniche di attacco e parata sia con arti superiori che inferiori.

L'importanza del kata si comprende facilmente se si riflette sul fatto che nel corso dei secoli è stato il veicolo di trasmissione e comunicazione delle tecniche di combattimento elaborate.



Kumite

Il KUMITE è il combattimento e, nella sua "variante sportiva", è l'incontro fra due avversari che utilizzano tecniche di braccia, gambe e proiezioni, con colpi precisi e sopra la cintura, ma non "affondati"; non è quindi previsto il Knock-Out dell'avversario, ma al massimo un leggero contatto, o "skin-touch".

I combattimenti si svolgono a tempo e vengono interrotti dall'arbitro centrale ogni qualvolta un colpo venga portato a segno, oppure venga rilevata un'infrazione (sanzionata in base alla tipologia e gravità fino alla squalifica).

...tutto ciò a differenza di quanto avviene nelle applicazioni dei kata (
BUNKAI) e nelle applicazioni per la difesa personale, dove sono contemplate anche tecniche portate con i gomiti e le ginocchia, sotto la cintura e nei punti vitali.

L'ALLENAMENTO

Il karate è fra le attività sportive che richiedono maggior dispendio energetico.
Al pari di altre arti marziali è uno sport completo, infatti tutti i muscoli e le articolazioni del corpo vengono coinvolti durante l'esecuzione delle tecniche.
Kata e kumite prevedono tipi diversi di LAVORO MUSCOLARE:
nel kata è prevalente l'aspetto isometrico, nel kumite quello isotonico.
Per questo motivo, a seconda che si pratichi l'uno o l'altro, la metodologia d'allenamento sarà diversa.
è importante che tutti i muscoli del corpo siano adeguatamente preparati prima di incominciare la parte tecnica specifica: gambe, braccia, addominali e dorsali devono essere tenuti in continuo esercizio.
Altrettanto importante è la mobilità articolare, soprattutto per le articolazioni scapolo omerali e coxo femorali che condizionano l'ampiezza di tutti i movimenti.
Non esiste una metodologia di ALLENAMENTO UNIVERSALE, gli esercizi dovranno essere adattati alle condizioni fisiche, agli obiettivi ed all'età degli atleti.

I BAMBINI

Per quanto riguarda il delicato aspetto dell'allenamento dei bambini, viene privilegiato l'aspetto ludico, il gioco, proponendo esercizi con FUNZIONE PROPEDEUTICA ALLE TECNICHE VERIE E PROPIE..

A che età può quindi iniziare un bambino la pratica del karate, ed è una disciplina adatta ad ambo i sessi?

Se seguiti con un corretto metodo di insegnamento, può iniziare tranquillamente a partire dai 5 anni; un'età idonea allo sviluppo delle capacità motorie (coordinative e condizionali), indipendentemente dal sesso del praticante.


Per gli
AGONISTI il lavoro sarà finalizzato invece al potenziamento fisico (resistenza, forza rapida, velocità e mobilità articolare) ed al miglioramento tecnico e tattico per poter affrontare con la dovuta preparazione i campi di gara.

Infine gli
AMATORI lavoreranno prevalentemente sulla tecnica pur senza dimenticare il potenziamento fisico che chiaramente dovrà essere idoneo alle condizioni fisiche dei singoli.

Un esempio di seduta d'allenamento della durata di un'ora e mezza:
- 15 minuti di attivazione/riscaldamento generale (corsa, saltelli, balzi, esercizi di coordinazione motoria ecc.);
- 15 minuti di potenziamento o attivazione specifica (scatti, salti, addominali, flessioni,dorsali ecc.) e
di allungamento muscolare (quadricipiti e tricipiti femorali, glutei e dorsali, ecc.) con
esercizi per la mobilità articolare;
- 50 minuti di parte tecnica specifica (inframezzata da pause, nelle quali verranno eseguiti esercizi di stretching);
- 10 minuti di defaticamento con esercizi di allungamento (stretching) ed eventualmente massaggi.

L'ATTIVITA' AGONISTICA

Nel karate sportivo è prevista l'attività agonistica nelle due specialità, kata e kumite.




Nelle GARE DI KATA gli atleti si misurano nell'esecuzione delle forme e vengono valutati in base all'espressività, la potenza, la chiusura (kime) ed il ritmo delle tecniche (a cui va aggiunta la sincronizzazione nel caso di gare a squadre).
Gli atleti si confrontano di due in due, con eliminazione diretta al termine di entrambe le esecuzioni.
Ad ogni atleta viene assegnato un punteggio ed il vincitore è colui che ottiene il punteggio più alto, valutato su colui che meglio ha saputo "interpretare" il kata, sia dal punto di vista tecnico che di espressività.




Nelle GARE DI KUMITE invece lo scontro fra gli avversari è diretto, si procede in base ad un tabellone ad eliminazione diretta a sorteggio e con ripescaggi.
La durata di un combattimento varia da un minuto e venti secondi a tre minuti effettivi, a seconda della categoria (a cui si aggiungono eventuali tempi di recupero e di prolungamento dell'incontro, l'encho-sen, in caso di parità).
Le azioni dei combattimenti sono finalizzate a fare punti; si fanno punti portando tecniche valide su bersagli validi, e vengono valutati tutta una serie di parametri, non solo se la tecnica sia arrivata a segno o meno (la postura, la tecnica, la distanza, la potenza, la velocità ed il controllo).
Sono tecniche valide quelle di pugno, calcio (circolare, frontale o laterale) e proiezione, mentre i bersagli validi sono testa, viso, collo, nuca, petto, addome, fianchi, e schiena.
A seconda del bersaglio colpito e della tecnica utilizzata possono essere assegnati
1, 2 o 3 punti (rispettivamente: ippon, nihon e sanbon).
Sono altresė previste ammonizioni per tecniche e comportamenti proibiti (penalità di categoria 2) o per contatti eccessivi (penalità di categoria 1, le più sanzionate; i contendenti indossano infatti protezioni "leggere": guantini, parastinchi, conchiglia, paradenti e bustini protettivi per le donne e per le categorie più giovani di combattenti).
L'età per svolgere attività agonistica va
dai 13 ai 35 anni.
Sono previste naturalmente diverse categorie in base all'età, al peso (per il kumite) ed al grado di cintura.


CURIOSITA'...

Gli atleti di Karate indossano il Karate-gi


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Il karate-gi (conosciuto anche impropriamente col nome Kimono), è composto da pantaloni lunghi e casacca, solitamente bianchi ma occasionalmente neri.
La casacca si chiude con una cintura colorata in vita ed il colore della stessa indica il grado e il livello di preparazione dell'atleta.
Si parte quindi con la
cintura bianca per i principianti assoluti, per poi passare, in funzione dell'evoluzione della tecnica e delle conoscenze specifiche, alle cinture gialla, arancione, verde, blu e marrone: i "KYU", "ragazzo" in giapponese (ultimamente sono state introdotte anche delle "cinture intermedie", unicamente con lo scopo di incentivare e gratificare i praticanti per i loro progressi...).

Cinture_KYU


Vi sono poi i gradi della CINTURA NERA: i "DAN" (sei dei quali ottenibili per esame, i "successivi", fino al 10° DAN, unicamente per particolari meriti sportivo-didattici).


black-belt-pic


Solitamente il passaggio da una cintura alla successiva è subordinato al superamento di un esame di idoneità, durante il quale si deve dar prova delle conoscenze e delle abilità apprese; ma eccezionalmente la cintura di grado superiore può essere acquisita anche per meriti sportivi (ad es.: i primi posti in competizioni nazionali o internazionali).


... ED UTILITA'



 
 
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